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Indietro Blue Economy-una leva strategica per la crescita dell’economia italiana
232.841 imprese, 1,09 milioni di occupati e 76,6 miliardi di euro di valore aggiunto diretto (circa il 4% del totale nazionale). Questi i numeri della Blue Economy in Italia che emergono dal report “Blue Economy: una leva strategica per la crescita dell’economia italiana” curato dall’Ufficio Studi, Ricerche e Innovazione di BPER Banca.
Lo studio approfondisce a 360 gradi la realtà e le prospettive di quella che viene definita “una delle principali direttrici di sviluppo dell’economia globale”, dal valore pari al 3% del PIL mondiale, con ampi focus sui contesti europeo, italiano e dei singoli territori. Un settore in cui il nostro Paese, in un quadro europeo caratterizzato da una forte specializzazione e da segmenti ad alto contenuto tecnologico, si colloca ai primi posti in diversi ambiti.
Tra i principali attori in Europa “l’Italia si colloca al 3° posto per valore aggiunto ed occupazione distinguendosi per un modello ibrido e diversificato che integra turismo, logistica e industria” con la cantieristica navale che “rappresenta un’eccellenza industriale, con il ponendosi al 2° posto in UE per valore aggiunto e con una leadership globale nei segmenti ad alta complessità”, spiega l’analisi di BPER. Nel comparto “il volume d’affari complessivo è superiore a 16 miliardi di euro, con circa 31–32 mila addetti e una forte capacità di attivazione lungo filiere ad alta specializzazione”.
La Blue Economy italiana si conferma quindi come “una leva strategica per la crescita sostenibile e la competitività del Paese, in grado di coniugare vocazioni territoriali, capacità industriale e posizionamento internazionale”. La sfida per consolidare il primato del Paese nel medio-lungo periodo è quella di saper valorizzare le eccellenze esistenti (dalla cantieristica alla logistica, fino al turismo costiero) e sviluppare nuove traiettorie di crescita ad alto contenuto tecnologico in un contesto dove transizione energetica, sostenibilità degli ecosistemi e tensioni geopolitiche possono condurre alla necessità di tempestivi riposizionamenti competitivi. Per uno sviluppo che per dispiegarsi pienamente, afferma il report di BPER, avrà bisogno di “un rafforzamento delle infrastrutture logistiche e portuali, un’accelerazione negli investimenti nei comparti innovativi (in particolare nelle energie marine e nella digitalizzazione della filiera) e una maggiore integrazione tra politiche industriali, ambientali e di coesione territoriale”.
BPER guarda da sempre alla Blue Economy con attenzione, affiancando alle aziende del comparto una struttura corporate dedicata.
Il report che abbiamo elaborato testimonia quanto il settore sia fortemente dinamico, articolato ed espressione di diverse eccellenze del Made in Italy. Accompagnare lo sviluppo di questo mondo significa valorizzare competenze e iniziative che sono un patrimonio unico dell’imprenditoria italiana con ricadute positive importanti sui nostri territori. Ci auguriamo che il paper che BPER oggi presenta possa essere di supporto a tutti gli attori che credono che il futuro del Paese abbia nel mare una risorsa fondamentale.
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