Tra i banchi del mercato di Sant’Ambrogio, uno dei più affollati di Firenze, tra ceste di frutta e profumi di affettati e formaggi, Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea, alla vigilia del consiglio direttivo della BCE, osservava con attenzione i cartellini dei prezzi. Un gesto, apparentemente semplice, che va ben aldilà della pura curiosità turistica, e racconta molto del momento economico che stiamo vivendo: l’inflazione, vale a dire quel valore che indica l’aumento medio e prolungato dei prezzi di beni e servizi nel tempo (cioè quanto cresce il costo della vita per famiglie e consumatori), è direttamente collegata ai tassi d’interesse ufficiali fissati dalla Banca Centrale Europea. Che, infatti, da qualche anno a questa parte, continuano a rappresentare l’ago della bilancia tra stabilità e ripresa.
 
Ma per capire bene come funziona questo meccanismo, cioè in che modo i tassi di interesse fissati dalla Banca Centrale Europea influenzano direttamente i nostri soldi, i prezzi di ciò che acquistiamo, il costo dei mutui e dei prestiti e il rendimento dei nostri prodotti di risparmio, è necessario fare un passo indietro.

Tassi d’interesse: cosa sono e perché influenzano le nostre vite

Quando il tasso di inflazione rilevato mensilmente si discosta in modo significativo dal valore ritenuto stabile e prevedibile (cioè intorno al 2%), la Banca Centrale interviene attuando misure correttive di politica monetaria. L’obiettivo è semplice: ripristinare l’equilibrio governando l’inflazione ed evitando la deflazione, così da mantenere una crescita economica stabile e sostenibile. Ci sono vari strumenti che la BCE può adottare per riportare questo valore vicino alla soglia ideale del 2%. Ma il più noto (e quello che ci riguarda più da vicino) è sicuramente la variazione dei tassi di interesse, definiti in gergo tecnico il “costo del denaro”.
 
In periodi di alta inflazione, dunque, la Banca Centrale Europea aumenterà i tassi ufficiali per rendere più costoso l’accesso al credito a banche, imprese e famiglie, riducendo così la propensione a spendere e a investire, in modo da raffreddare conseguentemente i prezzi. Al contrario, quando i prezzi scendono troppo velocemente, la BCE opterà per una politica restrittiva, diminuendo i tassi in modo da stimolare consumi e investimenti.

Che cos'è lo spoofing?

Lo spoofing (o caller id spoofing, fake caller id, email spoofing, ecc.) è una tecnica che consiste nella falsificazione del mittente nelle comunicazioni via SMS, CHIAMATA o via EMAIL.
 

In tutti e tre i casi, la vittima vede comparire il contatto del proprio Istituto di Credito, un numero di telefono conosciuto, o qualsivoglia testo noto, quando in realtà è il criminale ad agire oscurando il proprio contatto originale. 
Un attacco di spoofing è sempre basato sull’ingegneria sociale: il truffatore, dopo aver oscurato la sua vera identità, studia la vittima e cerca di fare leva sui suoi punti di debolezza, come ad esempio la paura o l’ingenuità.

 

Come funziona?

Falsificazione del numero di telefono

Le compagnie telefoniche utilizzano un campo identificativo denominato “Calling Line IDentifier (CLI)” che consente ai propri clienti di visualizzare il numero in ingresso in caso di chiamata/sms.

Oggi quasi tutti gli smartphone sono dotati di un sistema operativo e di una linea compatibili alla visualizzazione di tale dato. Lo spoofing interviene proprio sulla manomissione del CLI (detto anche “Caller ID”).
Il frodatore modifica il proprio numero e la vittima lo vede apparire sotto il nominativo/numero di un’altra persona o istituto.

Inflazione e tassi negli ultimi cinque anni: come siamo arrivati fin qui


Un esempio può aiutare a comprendere meglio come funziona questo meccanismo. Nell’immediato post pandemia, la domanda di beni e servizi è cresciuta in modo esplosivo, spinta dalla ripresa dei consumi e dal desiderio di tornare alla normalità. L’offerta, però, non è riuscita a tenere il passo, frenata dalle difficoltà nelle catene di approvvigionamento globali e dagli effetti economici di nuovi conflitti internazionali.
 
Il risultato è stata un’impennata dell’inflazione in tutta Europa che, in pochi mesi, ha raggiunto livelli che non si vedevano dagli anni ’80. Basti pensare che tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023, il tasso di inflazione ha superato il 10% in Italia e l’8% nell’Eurozona.
 
Per contrastare questa corsa dei prezzi, la BCE ha avviato una delle più rapide strette monetarie della sua storia, aumentando i tassi d’interesse in modo consecutivo per oltre un anno. Queste misure hanno gradualmente raffreddato l’economia e riportando l’inflazione su livelli più contenuti nel corso del 2024, fino ai valori attuali.

Cosa accade a mutui, prestiti e risparmi


Come abbiamo visto, inflazione e tassi d’interesse sono due forze che si bilanciano: quando una cresce, l’altra tende a reagire. Entrambe determinano quanto “valgono davvero” i nostri soldi, influenzando i risparmi e i tassi dei finanziamenti che possiamo ottenere.
 
Nei periodi di alta inflazione, per esempio, i prezzi dei principali beni di consumo sono troppo elevati, il potere di acquisto si riduce, e il denaro, soprattutto quello risparmiato e accantonato dalle famiglie perde valore. Banalmente, significa che con la stessa somma di denaro si possono comprare meno cose rispetto al passato. E se il risparmio non cresce almeno quanto l'inflazione, il guadagno reale è negativo e il denaro si deprezza.
 
Non solo. Quando i prezzi aumentano e i tassi di interesse ufficiali della BCE si adeguano di conseguenza, questo meccanismo si riflette inevitabilmente anche sul costo del credito: chiedere un prestito personale o accendere un mutuo diventa più oneroso. Le banche si finanziano presso la BCE e, se il prezzo del denaro cresce, anche i tassi proposti ai clienti risultano più elevati.
 
Basti pensare alla differenza tra il periodo pre-pandemia e quello successivo. Nel 2019 i mutui a tasso fisso si aggiravano intorno all’1–1,5% circa, e non era raro riuscire a spuntare un TAN fisso persino inferiore all’1%. Oggi, invece, i tassi medi si collocano intorno al 3–4%, con un aumento significativo della spesa mensile solo per effetto del rialzo del costo del denaro.
 
In questo scenario, tuttavia, i risparmiatori possono ottenere rendimenti più interessanti sui propri depositi o sui titoli obbligazionari, che offrono cedole più elevate. Parallelamente, anche la liquidità remunerata diventa più allettante.
 
Al contrario, quando i tassi d’interesse sono bassi, la situazione si inverte: mutui e prestiti diventano più accessibili e convenienti – com’era prima che la pandemia divampasse – ma i prodotti di risparmio, come conti correnti, depositi o obbligazioni, offrono rendimenti molto contenuti, spesso vicini allo zero.

Come ottenere le borse di studio

Esempio di RTE

beni materiali e immateriali 4.0:
beni strumentali nuovi inclusi nei nuovi Allegati IV e V, che hanno sostituito i precedenti Allegati A e B della Legge di Bilancio 2017. Ne fanno parte sia i macchinari e gli impianti fisici interconnessi al sistema produttivo, sia software, applicazioni e piattaforme relative alla gestione digitale.

beni per l’autoproduzione energetica:
ne fanno parte i beni strumentali materiali nuovi finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, inclusi gli impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta (per quanto concerne l’energia solare, inoltre, sono ammessi gli impianti con moduli fotovoltaici prodotti nella UE con efficienza minima specifica).

La normativa prevede anche un vincolo “Made in UE” legato alla produzione dei beni in uno Stato dell’Unione Europea o appartenente allo Spazio economico europeo SEE (Islanda, Liechtenstein e Norvegia).

Come proteggere il proprio patrimonio? Alcuni suggerimenti

Questi esempi mettono in luce quanto sia importante comprendere la relazione tra questi due concetti economici: conoscere come funzionano inflazione e tassi d’interesse aiuta a prendere decisioni finanziarie più consapevoli, informate e sostenibili nel tempo.
Ma cosa si può fare, concretamente, in un contesto economico in continua evoluzione, per proteggere il proprio patrimonio?
Collegamento di esempio
Innanzitutto, è utile diversificare i risparmi e gli investimenti, distribuendoli tra strumenti a breve e lungo termine, per ridurre i rischi legati alle oscillazioni dei tassi. Inoltre, è importante definire un orizzonte temporale: pianificare nel lungo periodo, mantenendo una visione equilibrata e non lasciandosi guidare dalle oscillazioni di breve termine, aiuta a superare più facilmente le fasi di incertezza finanziaria.
Quando si scelgono strumenti di risparmio, poi, è sempre bene tenere a mente il rendimento reale: ovvero quanto si guadagna effettivamente al netto del tasso di inflazione.
Conviene anche evitare un eccesso di liquidità ferma sul conto: in periodi di inflazione, il denaro non investito perde progressivamente potere d’acquisto.
Infine, chi ha in corso un finanziamento può valutare, in caso di variazioni dei tassi, una rinegoziazione o il passaggio da tasso variabile a fisso (o viceversa), in base allo scenario economico del momento.

Come proteggere il proprio patrimonio? Alcuni suggerimenti

Questi esempi mettono in luce quanto sia importante comprendere la relazione tra questi due concetti economici: conoscere come funzionano inflazione e tassi d’interesse aiuta a prendere decisioni finanziarie più consapevoli, informate e sostenibili nel tempo. Ma cosa si può fare, concretamente, in un contesto economico in continua evoluzione, per proteggere il proprio patrimonio?
 
Innanzitutto, è utile diversificare i risparmi e gli investimenti, distribuendoli tra strumenti a breve e lungo termine, per ridurre i rischi legati alle oscillazioni dei tassi. Inoltre, è importante definire un orizzonte temporale: pianificare nel lungo periodo, mantenendo una visione equilibrata e non lasciandosi guidare dalle oscillazioni di breve termine, aiuta a superare più facilmente le fasi di incertezza finanziaria.
 
Quando si scelgono strumenti di risparmio, poi, è sempre bene tenere a mente il rendimento reale: ovvero quanto si guadagna effettivamente al netto del tasso di inflazione.
 
Conviene anche evitare un eccesso di liquidità ferma sul conto: in periodi di inflazione, il denaro non investito perde progressivamente potere d’acquisto.
 
Infine, chi ha in corso un finanziamento può valutare, in caso di variazioni dei tassi, una rinegoziazione o il passaggio da tasso variabile a fisso (o viceversa), in base allo scenario economico del momento.

Come difendersi

 

Se per le email basta qualche accortezza in più per rilevare un caso di falso, per quanto riguarda sms e chiamate, il destinatario non ha alcuna possibilità di difendersi.

L’unico vero strumento di difesa contro lo spoofing è prestare la massima attenzione al contenuto delle comunicazioni e diffidare sempre.
 

La Banca non chiederà mai di inserire credenziali a seguito di un click via SMS o email, né chiederà mai password, pin o codici otp via telefono.
 

Inoltre è sempre buona abitudine notare eventuali errori grammaticali, indice di una contraffazione del contenuto del messaggio.

 

Alcuni consigli:

  1. non dare per scontato che il nome letto sul telefono sia effettivamente autentico;
  2. ricordati che chiunque sul web è in grado di fingersi qualcun altro;
  3. resta sempre aggiornato: ultimamente le truffe avvengono con intensità crescente via telefono, quindi conoscere queste informazioni ti aiuta a prestare più attenzione e ridurre il rischio di frode;
  4. fai sempre attenzione ai principali segnali di riconoscimento del phishing: indirizzi email strani, allegati non attesi, senso di urgenza, link sconosciuti, messaggi sgrammaticati.

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Voluptas facilis id unde et dolore sapiente quo rerum. Eos ullam ad.

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