Il bullismo è un fenomeno in costante crescita a livello globale.
Secondo l’UNESCO ne soffrirebbe almeno il 30% della popolazione studentesca di tutto il mondo e le vittime privilegiate sono sempre più giovani. Stando ai dati diffusi lo scorso febbraio dall’Osservatorio Indifesa, realizzato da Terre des Hommes insieme a OneDay e alla community di ScuolaZoo in occasione del Safer Internet Day (giornata mondiale per la sicurezza in rete, istituita e promossa dalla Commissione europea), infatti, il 65% dei ragazzi italiani appartenenti alla cosiddetta Gen Z, che oggi hanno tra i 14 e i 26 anni, dichiara di aver subito una forma di violenza, fisica o psicologica, specialmente dai coetanei. Tra questi, in particolare, il 63% afferma di essere stato vittima di atti di bullismo, mentre il 19% ha denunciato di avere subito cyberbullismo in rete.
Allargando un po' di più la finestra di rilevazione, è facile individuare come episodi di questo genere si manifestino anche in età molto precoce, addirittura durante le scuole elementari.

I dati del bullismo in Italia

La ricerca, che ha coinvolto oltre 4.000 ragazzi, pone dunque l’attenzione su un problema sociale ormai sempre più allarmante. Queste nuove forme di violenza, amplificate dai social media e dal web, possono manifestarsi in diversi modi, come messaggi offensivi, foto imbarazzanti diffuse online, stalking. Sfociando persino in molestie, commenti di carattere sessuale e violenze fisiche. 

Le vittime, si legge nello studio, vengono prese di mira per varie ragioni. Ma è l’aspetto fisico il principale fattore scatenante (79%). Seguito dall’orientamento sessuale (15%), dalla condizione economica (11%), dall’origine etnica e geografica (10,5%), dall’identità di genere (9%), dalla disabilità (5%) e, solo per ultimo, dalla religione (4%).

Le conseguenze, soprattutto sulle giovani vittime, possono essere devastanti, provocando depressione, isolamento e ansia. Il 47% dei ragazzi intervistati afferma di soffrire di ansia sociale e attacchi di panico. Il 45% tende, invece, a preferire l’isolamento e l’allontanamento dai coetanei. Ma non vanno sottostimati nemmeno gli altri effetti secondari che possono manifestarsi magari meno palesemente, ma essere potenzialmente molto più preoccupanti, incidendo ad esempio sull’andamento scolastico, fino a provocare disturbi alimentari (24%) o atti di autolesionismo (20%). 


Per questo è importante agire tempestivamente. Per esempio, si possono sottoscrivere polizze assicurative che tutelano in caso di situazioni di questo genere, fornendo assistenza e supporto specialistico qualora il ragazzo si trovasse vittima di fenomeni come lo stalking o il cyberbullismo. In questo caso, dunque, si ha disposizione uno psicologo o un terapeuta. Viene offerta consulenza medica telefonica. Si può contare su una consulenza burocratico-amministrativa a supporto della denuncia e in tema privacy o, ancora, è possibile ricevere assistenza legale. In alcuni casi, poi, si può anche avere a disposizione una copertura per lo smartphone, che preveda il riconoscimento di un indennizzo in caso di furto o rapina. 

Gli strumenti per prevenire

 

Non solo: è sempre più importante agire in ottica preventiva, insegnando alle nuove generazioni il rispetto per l’altro.   

In questa direzione si inseriscono quindi molte iniziative educative portate avanti nelle scuole italiane e lanciate con l’obiettivo di contrastare questo fenomeno ancor prima che si verifichi, sensibilizzando da un lato i giovani, soprattutto attraverso testimonianze, ad avere rispetto per le diversità. E, dall’altro, i genitori e gli adulti di riferimento, educatori e insegnanti compresi, a cogliere i segnali di disagio e a intervenire nel modo corretto. Alcune di queste iniziative, poi, hanno carattere istituzionale: perché la prevenzione al bullismo è anche uno dei principali obbiettivi del Governo.  

Per questa ragione, il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri con il supporto dell’Istituto degli Innocenti ha redatto recentemente un decalogo di regole denominato “Luci e ombre di una generazione interconnessa. Cyberbullismo: impara a conoscerlo”. Una sorta di guida, in pratica, pensata proprio per aiutare i genitori a riconoscere e il fenomeno e a imparare a gestirlo, con informazioni utili relative al quadro normativo di riferimento. 
 

La proposta per i Teen

Un primo passo verso l’indipendenza finanziaria dei più giovani.

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