Insegnare ai più piccoli i primi rudimenti di finanza personale è fondamentale per formare una futura generazione di adulti consapevoli e in grado di gestire al meglio i propri risparmi. Un’educazione che necessariamente si riceve in famiglia, prima che a scuola. Anche se sono sempre di più i ragazzi che oggi utilizzano il web per accedere a contenuti informativi. 

I giovani in Italia sono sotto la media Ocse per quanto riguarda le competenze finanziarie

Eppure, stando ai risultati contenuti nell’ultimo Rapporto PISA 2022, facente parte dell’indagine internazionale Programme for International Student Assessment (PISA), promossa dall’Ocse i 15enni italiani in fatto di competenze finanziarie sono al di sotto della media internazionale. Seppur di poco, con un punteggio di 484, contro la media degli studenti dei Paesi Ocse fissata a 498.

Un gap che evidenzia dunque la bassa alfabetizzazione finanziaria delle nuove generazioni, e che ha come conseguenza diretta una minore attitudine dei più giovani nella gestione del denaro, dei risparmi e anche, più semplicemente, nella comprensione dei rischi finanziari connessi a determinate scelte. In dettaglio, spiega la ricerca, il 18% dei nostri studenti non raggiunge il livello minimo di competenza. Mentre solo il 5% si colloca nella fascia più alta. 

Imparare a gestire il denaro con la “paghetta”

 

Ma come aiutare i nostri figli a capire come amministrare le loro finanze in modo semplice e divertente?
Una soluzione può essere dare la “paghetta”: una cifra settimanale, o mensile, preventivamente concordata e costante nel tempo, che aiuti il bambino a fare i conti con un budget di spesa pre-fissato per far fronte ai suoi primi acquisti. Secondo psicologi e sociologi questo strumento ha una duplice valenza positiva: da un lato, infatti, insegna ai ragazzi il valore del denaro, permettendogli di capire da dove proviene, a cosa serve e anche come amministrarlo al meglio per raggiungere precisi obiettivi. Per esempio, l’acquisto di una bicicletta nuova o del paio di scarpe tanto desiderato. Dall’altro lato, invece, serve per responsabilizzare i più giovani, incentivando la loro autonomia e favorendo la loro indipendenza su scelte personali e ludiche.

Gli under 18 in Italia ricevono dai genitori 150 milioni di euro al mese

 

Negli ultimi anni questo strumento sta iniziando a piacere sempre di più. Secondo un recente studio commissionato da Facile.it agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat, infatti, oggi, più di un ragazzo tra i 10 e i 18 anni su due (pari al 59,8%) ottiene una somma di denaro pre-concordata dai genitori da utilizzare a proprio piacimento. La prima paghetta, mediamente, viene concessa intorno ai 12 anni. Anche se non è raro che i bambini effettuino ben prima i loro primi acquisti in autonomia, anche a partire dai 9. E, di norma, la cifra concessa varia in base all’età: la media si attesta intorno ai 40 euro a settimana per gli under 15, e aumenta proporzionalmente raggiungendo anche i 70 euro a settimana per i giovani di età compresa tra i 15 e i 18 anni. Dati alla mano, quindi, il valore stimato delle paghette degli under 18, in Italia, viaggia su un totale di circa 150 milioni di euro al mese.

Analogico vs digitale: soldi contanti vs carte e wallet

 

Di solito, i genitori preferiscono dare ai figli soldi in contanti (nell’82% dei casi), ma è in crescita l’utilizzo di strumenti digitali: quasi un ragazzo su 5, infatti, (cioè il 17,9% degli intervistati) ha in tasca una carta di pagamento, magari prepagata, che viene ricaricata periodicamente dai genitori dell’importo stabilito, o utilizza app o carte digitali.

Dalla ricerca, poi, emerge un dato interessante: 1 genitore su 2 che oggi dà la paghetta ai figli (cioè il 47,8% del campione) non la riceveva a sua volta quando era adolescente.

I consigli degli esperti: come funziona la paghetta?

 

Secondo alcuni sociologi e pedagogisti è importante rispettare determinate “regole” perché questo strumento sia davvero educativo. Innanzitutto, spiegano, è fondamentale dare una somma di denaro commisurata all’età. 

Si può quindi scegliere la periodicità, settimanale o mensile, ma è importante non aumentare il budget qualora al bambino o al ragazzo non bastasse la somma erogata per coprire le sue prime spese. In questo modo, infatti, i giovani hanno l’opportunità di imparare da subito il concetto di risparmio in vista di precisi obiettivi di acquisto.

Per quanto riguarda l’età della prima paghetta, invece, non c’è una regola che valga per tutti. Ma è consigliabile attendere come minimo le scuole elementari, quando i bambini hanno imparato a contare e sono quindi in grado di capire meglio il funzionamento del denaro. 
 

Come i genitori possono affiancare i figli nella gestione dei primi risparmi

 

Infine, è fondamentale affiancare i giovani in questo percorso affinché prendano consapevolezza del valore del denaro e imparino a risparmiarlo e, soprattutto, a gestirlo. Per questo, è sempre bene che i ragazzi vengano aiutati dai genitori a segnare le spese e a gestire il proprio gruzzoletto in modo corretto. Non solo: esistono anche strumenti digitali che permettono di monitorare la situazione economica del figlio a “distanza”. Ricevendo notifiche, per esempio se il ragazzo effettua cospicui pagamenti o prelievi. E consentendo anche di bloccare determinati acquisti, impedendo che i soldi siano spesi per esempio su siti di giochi o scommesse online. 


 

La proposta per i Teen

Un primo passo verso l’indipendenza finanziaria dei più giovani.

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