Tra interviste one-to-one, passeggiate di gruppo, frammenti dei laboratori e degli eventi organizzati dalle associazioni, incontri con gli abitanti della zona, l’autore Valerio Millefoglie guida gli ascoltatori alla scoperta del quartiere e della sua storia con l’obiettivo di sfidare gli stereotipi e di promuovere una visione più inclusiva e positiva delle periferie urbane, facendo emergere le risorse e le energie progettuali legate alle giovani generazioni e all’attività delle associazioni che operano sul territorio nell’ambito del progetto Present4Future.
Tra interviste one-to-one, passeggiate di gruppo, frammenti dei laboratori e degli eventi organizzati dalle associazioni, incontri con gli abitanti della zona, l’autore Valerio Millefoglie guida gli ascoltatori alla scoperta del quartiere e della sua storia con l’obiettivo di sfidare gli stereotipi e di promuovere una visione più inclusiva e positiva delle periferie urbane, facendo emergere le risorse e le energie progettuali legate alle giovani generazioni e all’attività delle associazioni che operano sul territorio nell’ambito del progetto Present4Future.
Ultimo Episodio: 6 | È ora di andare
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Nell'ultimo episodio di Les Diaboliques, Luciana Giussani deve imparare a vivere senza la sorella: Angela, la milanese volante, se ne va nel 1987. A tenere salda Luciana resta solo l'amore per DiaboliK, così raccoglie con coraggio il testimone della direzione dell'Astorina, regalando nuova linfa al fumetto per oltre dieci anni, prima di cedere a sua volta la casa editrice a uno dei più fedeli collaboratori: Mario Gomboli.
Sono di Gomboli le ultime parole di questo racconto, e sono tutte dedicate alle sorelle più libere e spregiudicate dell'editoria italiana, che hanno scelto di brillare tra le pagine bianche e nere di un fumetto rivoluzionario.
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La primavera del ’68 scuote il mondo e le sorelle Giussani non restano certo a guardare. Le lotte operaie entrano anche nel fumetto, Diabolik respira la metamorfosi di una società che ribolle e scatta in avanti, mutando a sua volta, e raccontando il cambiamento. Angela e Luciana si schierano apertamente sul divorzio, sull’aborto e sulle droghe e, già che ci sono, rivoluzionano ancora una volta le loro vite.
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Nel quarto episodio di Les Diaboliques, le minigonne invadono il mondo mentre Eva Kant fa innamorare Diabolik che cala la maschera, per la prima volta, in tutti i sensi. Dall’Illinois all’Italia, ovunque soffia il vento del cambiamento: le ragazze invadono le spiagge in topless, e le sorelle Giussani raccontano l’emancipazione femminile anche attraverso Lady Kant. Il ’68 è alle porte, i beatnik scandalizzano Milano, l’aria profuma di rivoluzione.
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Nel terzo episodio di Les Diaboliques assistiamo alla nascita della rivoluzione nera orchestrata dalle sorelle Giussani: grazie a una geniale intuizione editoriale e di marketing, Angela e Luciana danno vita a Diabolik, il Re del terrore. Con lui, la donna più potente e bella che si sia mai vista in un fumetto italiano: Eva Kant. Soffia un vento di cambiamento su Milano sull’Europa e su tutto il mondo. E le sorelle Giussani sono lì per viverlo, e raccontarlo.
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“Noi ora ci andiamo a fare un giro”: con questa frase, registrata a Roma nel quartiere di Tor Bella Monaca, si apre l’evento finale di Sei Città a Modena. Un viaggio sonoro che intreccia le voci raccolte in sei città italiane con testimonianze dal vivo, restituendo uno spaccato autentico della vita nelle periferie.
I sogni che abitano questi luoghi si susseguono sul palco: da chi aspira a lavorare in un supermercato a chi guarda alle stelle con la NASA. A Napoli, un ragazzo si definisce “di scalata” perché si arrampica sulla parete del centro Ciro Colonna, avvicinandosi, metaforicamente e fisicamente, al proprio benessere. A Genova, Josuè disegna il proprio futuro da designer, spiegando alla nonna che “tutto al mondo è grafica”. A Palermo, Nicole legge “Un poema umano” di Danilo Dolci e riflette sull’importanza della memoria e sull’eredità che avverte nel giorno del suo compleanno, essendo nata proprio nel giorno della strage di Capaci.
Le voci degli educatori arricchiscono il racconto: Francesco, del Gruppo Abele, parla dell’educativa di strada a Torino; Federico descrive il Centro Patchanka di Milano come un luogo di crescita e condivisione. Don Luigi Ciotti invita a trasformare le “città della rabbia” in “città della cura”, ponendo al centro l’ascolto e il sostegno ai giovani. Le esperienze di Luisa Principe e Giuseppe Amato sottolineano l’importanza di un’educazione senza giudizio, mentre l’impegno di BPER Banca dimostra come anche il settore privato possa contribuire alla creazione di valore sociale nei territori.
Questo podcast racconta il potere trasformativo delle comunità, evidenziando il bisogno di un impegno collettivo basato su dialogo, responsabilità e continuità negli interventi sociali. Un’esperienza di ascolto che dà voce a chi costruisce, giorno dopo giorno, un futuro migliore.
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Torino, città che ospita la sede centrale del Gruppo Abele, è la tappa conclusiva del viaggio di Sei Città. Ad accoglierci è Lucia Bianco, vicepresidente della Onlus fondata da Don Luigi Ciotti, che ci aiuta a ricostruire il percorso storico del Gruppo e ci introduce a Teresa, Nicola e agli altri educatori ed educatrici che, attraverso una capillare attività di educativa di strada, cercano di offrire nuove prospettive ai ragazzi e alle ragazze di un quartiere complicato come Barriera di Milano, focus del progetto Present4Future. Tra un torneo di calcetto al campetto di zona, una serata passata con gli ospiti del co-housing di via delle Orfane, e la visita al centro crisi Molo 18, che si occupa di lotta alle dipendenze, andremo a scoprire tutte le diverse attività ideate e gestite dal Gruppo, sempre guidati dalle voci dei ragazzi e delle ragazze che vi partecipano e che trovano qui l’occasione di costruire la propria identità in relazione con gli altri. A chiudere la puntata e il nostro viaggio, sono le riflessioni di Don Luigi Ciotti sul significato di presente e di futuro, e sul senso di un lavoro il cui obiettivo è, prima di tutto, provare a trasmettere la consapevolezza di altre possibilità.
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Il viaggio di Sei Città arriva a Genova, nei quartieri di Cornigliano e Sampierdarena, zone che, all’interno di un contesto urbano già segnato dall’impatto migratorio, da un diffuso disagio, e da difficoltà comuni a tante altre periferie, devono gestire anche problemi particolari: ad esempio, il furto del mare... Il disagio colpisce sopratutto gli adolescenti, compresi quelli dello Spazio Ado e della scuola Alessandro Volta. Questi ultimi li incontriamo mentre sono impegnati nei lavori di ristrutturazione della casa del custode, che, dopo essere rimasta a lungo abbandonata, è stata ora restituita alla comunità, grazie agli sforzi di Arci Genova, per diventare uno spazio di incontro, studio, socializzazione e produzione culturale. Le giornate passate in quelle stanze con Giosuè, Ariel, Elena, Stephanie e tutti gli altri ragazzi e ragazze, e con il gruppo di educatori guidati dall’infaticabile Rocco, sono l’occasione per riflettere su cosa significhi casa, su come si costruisce la propria casa e come si costruisce se stessi, su come si sceglie cosa custodire, e su come ci si apre agli altri e alla comunità.
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Piazza Castelnuovo si trova in quello che viene definito il "salotto di Palermo", che però dista pochi metri da quartieri complessi, come Borgo Vecchio e Ballarò, veri re propri esempi di “periferie al centro”. Lì c'è un luogo dove un tempo, dietro l'insegna di un negozio di abbigliamento, si nascondeva un centro di riciclaggio della mafia. Quel luogo, restituito alla comunità, è oggi sede della Bottega di Libera, diventata un importante punto di riferimento per Nino, Nicole, Aurora, e tanti altri ragazzi e ragazze di un territorio che, oggi come ieri, deve fare i conti con la presenza della criminalità organizzata. Parte da qui la nuova tappa del viaggio di Sei Città, per provare a capire come si lavora sulla memoria, e come la memoria possa diventare uno stimolo per immaginare e costruire un futuro che ancora non c’è.
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Fuoricampo. È il nome di una giornata su sport e legalità, da cui parte il nuovo viaggio di Sei Città nell’hinterland sud di Milano. Ma è un nome che racconta bene anche la realtà di luoghi come San Giuliano, Locate di Triulzi e Pioltello, oggi sempre più vicini e meglio collegati alla Grande Città, che però, ai ragazzi e alle ragazze di quei paesi, appare sempre più lontana e meno inclusiva. Ce lo racconta Andrea Marchesi, presidente della Libera Compagnia di Arti e Mestieri Sociali, cooperativa sociale che opera in questi territori da 30 anni. E ce lo raccontano anche le barre hip-hop di Martina, i racconti autobiografici di Adelina e Omar, e le storie dei tanti giovani di ogni età che frequentano i centri di aggregazione, per studiare, socializzare, coltivare le proprie passioni e costruirsi, in futuro, la possibilità di una scelta.
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Ponticelli, periferia Est di Napoli. Un quartiere che fa notizia quasi esclusivamente per vicende di camorra e business illeciti, discariche abusive e altre testimonianze di ordinario degrado. In questo difficile contesto opera l’associazione TerradiConfine APS, che, insieme ad altre, prova a offrire un'alternativa ai ragazzi e alle ragazze del posto. Così, tra un laboratorio teatrale e uno di cucina, una lezione di arrampicata e un corso di batteria, e l’impegno costante a favorire il reinserimento scolastico di chi ha abbandonato il proprio percorso di studi, andiamo alla scoperta di una Ponticelli diversa. Che vive nel ricordo di figure come Ciro Colonna, vittima innocente di un agguato camorristico; ma che, come ci racconta Mary, sorella di Ciro, prova a trasformare quella memoria dolorosa in uno stimolo vitale.
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Il viaggio di Sei Città parte da Tor Bella Monaca, quartiere della periferia Est di Roma, grandi caseggiati popolari che sovrastano viali e piazze dove lo spaccio rappresenta spesso la scelta più semplice. Qui opera l’associazione Cubo Libro, che ha sede nell’omonimo edificio: un piccolo cubo, appunto, adibito a biblioteca, da cui escono ed entrano parole e stimoli capaci di offrire nuove prospettive e visioni alternative ai ragazzi e alle ragazze del quartiere. E qui allora incontriamo Giorgia e le sue rime, Andrea alle prese con Victor Hugo, le canzoni di Drago e il podcast di Dennis, i fumetti di Deezer e Junior, e i sogni che Matteo intercetta ogni giorno nel suo lavoro nelle scuole.
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Un diario di viaggio in presa diretta che attraversa 6 periferie urbane d’Italia, sempre raccontate come luoghi di degrado e disagio, cercando di farne emergere invece le risorse positive e le energie progettuali, legate alle giovani generazioni e all’attività delle associazioni che operano sul territorio nell’ambito del progetto Present4Future.
Valerio Millefoglie
Valerio Millefoglie è musicista, compositore, scrittore e performer teatrale. Ha pubblicato “Manuale per diventare Valerio Millefoglie” (Baldini & Castoldi Dalai), “L’attimo in cui siamo felici” (Einaudi Stile Libero), “Mondo piccolo, spedizione nei luoghi in cui appena entri sei già fuori” (Contromano Laterza). È autore del disco “I miei migliori amici immaginari” e del podcast “In prima persona, biografie di uomini singolari” (Storielibere), “Voci d’Archivio: dalla tesi di laurea alla tesi di una vita” (RaiPlay Sound), “Storie Inventate”, con Francesco Bianconi. Ha diretto “Archivio Magazine” e collabora come inviato e reporter con “il Venerdì” e “D” di Repubblica.
Realizza i podcast registrando e masterizzando le voci di testimoni e intervistati editandole come un DJ delle parole.